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Prevenzione · Cani

Leishmaniosi del cane: flebotomo, segnali e prevenzione

La leishmaniosi del cane è causata da un parassita, Leishmania infantum, che passa da un animale all’altro con la puntura dei flebotomi, piccoli insetti chiamati anche pappataci. Il cane è il serbatoio principale dell’infezione, che può colpire anche le persone. Per molto tempo in Italia la malattia è stata considerata tipica del Centro e del Sud; oggi è presente anche in diverse zone del Nord. Un cane infetto può restare a lungo senza sintomi, per questo si punta soprattutto sulla prevenzione.

Indice della guida
In breve

I punti essenziali

  • I flebotomi pungono soprattutto dopo il tramonto. Nelle zone a rischio sono attivi in genere da aprile a novembre, in alcune aree anche tutto l’anno.
  • Collari e spot-on repellenti a base di piretroidi riducono le punture e le nuove infezioni. Quale usare, e ogni quanto rinnovarlo, lo decide il veterinario.
  • Nella stagione a rischio, se puoi, tieni il cane in casa al tramonto e all’alba.
  • Un cane infetto può sembrare sano per mesi o anni. Dimagrimento, problemi della pelle e unghie che crescono troppo vanno fatti vedere.
  • Alcuni antiparassitari a base di piretroidi registrati solo per il cane sono tossici per il gatto.
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Come si trasmette e perché riguarda l’Italia

In Europa la leishmaniosi del cane è causata soprattutto da Leishmania infantum. La trasmettono le femmine di diverse specie di flebotomo quando pungono per nutrirsi di sangue. Secondo le linee guida ESCCAP questi insetti sono attivi con temperature di almeno 15 °C e cercano l’ospite soprattutto dopo il tramonto. Di giorno stanno nascosti in posti bui e umidi, come le crepe dei muri, le cataste di legna, le stalle e le cantine. Il cane è il principale serbatoio del parassita, che può infettare anche l’uomo.

Fino a pochi decenni fa la malattia era considerata tipica del Centro, del Sud e delle isole. Uno studio italiano ha analizzato oltre 80.000 test per la leishmaniosi eseguiti tra il 2009 e il 2019 da due laboratori di riferimento. Era positivo il 21,6% dei campioni arrivati dal Nord, il 29,6% di quelli del Centro e il 28,2% di quelli del Sud e delle isole. Secondo gli autori la leishmaniosi è ormai endemica anche in alcune zone del Nord, e la prevenzione va fatta anche dove finora i casi sono stati pochi.13

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Quanto dura la stagione a rischio

La stagione dei flebotomi cambia da un anno all’altro e da una zona all’altra. Nelle aree endemiche di solito va da aprile a novembre. ESCCAP aggiunge che in alcuni paesi del Mediterraneo, Italia compresa, può servire proteggere il cane tutto l’anno.

Il periodo di protezione si decide quindi con il veterinario, tenendo conto di dove vive il cane e dei posti in cui viaggia. Un cane che passa le vacanze in una zona endemica corre un rischio maggiore anche se abita altrove. Sono più esposti anche i cani che vivono all’aperto, i cani da caccia, i randagi e quelli adottati da canili di zone a rischio.1

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Segnali da non trascurare

Dall’infezione alla malattia possono passare da tre mesi a diversi anni, e nelle zone endemiche molti cani infetti sembrano sani. Il primo segno, quando si nota, è spesso una piccola lesione nel punto della puntura, di solito su orecchie, naso o pancia. Guarisce da sola in qualche settimana e viene facilmente scambiata per il morso di una zecca o di un altro insetto.

Quando l’infezione si diffonde possono comparire linfonodi ingrossati, dimagrimento, poco appetito e debolezza. Sulla pelle compaiono zone senza pelo e desquamazione, di solito senza prurito, e le unghie crescono in modo anomalo. Altri segni possibili sono sangue dal naso, zoppia, problemi agli occhi e, se sono colpiti i reni, più sete e più urina. Senza terapia la malattia può essere mortale. Per la diagnosi il veterinario usa esami del sangue e test specifici; gli anticorpi compaiono in genere tra i tre e i cinque mesi dopo l’infezione.1

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Come proteggere il cane

Secondo ESCCAP la strategia più promettente è impedire le punture con prodotti repellenti. Le linee guida della World Association for Veterinary Dermatology, costruite sugli studi clinici disponibili, raccomandano nelle zone endemiche alcuni collari e uno spot-on a base di piretroidi, che riducono le nuove infezioni. La durata cambia molto da un prodotto all’altro: un collare può proteggere per mesi, uno spot-on per qualche settimana. Intervallo e modo d’uso vanno concordati con il veterinario e controllati sul foglietto illustrativo. Nelle case con gatti serve cautela, perché alcuni piretroidi per cani sono tossici per il gatto.

Nella stagione a rischio ESCCAP consiglia anche di tenere il cane in casa al tramonto e all’alba, di mettere zanzariere a maglia fine a porte e finestre e di eliminare rifiuti e materiale organico vicino a casa. Esiste poi un vaccino per i cani sieronegativi sopra i sei mesi, con un richiamo ogni anno; per ESCCAP repellenti e vaccino usati insieme sono il modo migliore di controllare la malattia. Se il cane risulta positivo, esami e terapia li valuta il veterinario, che in Italia è tenuto a segnalare i nuovi casi alle autorità.124

Le fonti

Come abbiamo verificato questa guida

I numeri nel testo rimandano alle fonti usate per scrivere ogni passaggio. Ci basiamo su linee guida, università, enti pubblici e studi scientifici, non su blog commerciali o contenuti social.

  1. 1
    Linea guida veterinaria

    ESCCAP Guideline 05: Control of Vector-Borne Diseases in Dogs and Cats (5th edition, 2024)

    European Scientific Counsel Companion Animal Parasites (ESCCAP) · Biologia del flebotomo, stagione aprile–novembre o tutto l’anno, cani più esposti, viaggi, segni clinici, diagnosi, repellenti, vaccino, obbligo di segnalazione in Italia.

    Fonte consultata il 16 set 2026
  2. 2
    Linea guida veterinaria

    World Association for Veterinary Dermatology Consensus Statement for Diagnosis, and Evidence-Based Clinical Practice Guidelines for Treatment and Prevention of Canine Leishmaniosis

    Veterinary Dermatology (2025) · PubMed PMID 40745695 · Linee guida basate sugli studi clinici: nelle zone endemiche raccomandati due collari e uno spot-on a base di piretroidi; ruolo dei vaccini. Gli autori dichiarano rapporti con l’industria.

    Fonte consultata il 16 set 2026
  3. 3
    Articolo scientifico peer-reviewed

    Leishmania infantum and Dirofilaria immitis infections in Italy, 2009–2019: changing distribution patterns

    Parasites & Vectors (2020) · PubMed PMID 32293524 · Oltre 90.000 test sierologici, di cui oltre 80.000 per la leishmaniosi: malattia endemica anche in zone del Nord Italia; percentuali di test positivi per macroarea. Un autore è dipendente di un’azienda farmaceutica.

    Fonte consultata il 16 set 2026
  4. 4
    Linea guida veterinaria

    ESCCAP Guideline 03: Control of Ectoparasites in Dogs and Cats (7th edition, 2022)

    European Scientific Counsel Companion Animal Parasites (ESCCAP) · Avvertenza: alcuni piretroidi concentrati registrati per il cane sono tossici per il gatto.

    Fonte consultata il 16 set 2026

Questa guida non indica prodotti né dosi e non sostituisce la visita. La scelta della protezione, dei test e delle eventuali terapie spetta al veterinario.

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